Patologie orali in età pediatrica

on Tuesday, 16 April 2013. Posted in Cure Odontoiatriche, Carta dei servizi

Tecniche adeguate alle esigenze dei bambini - Facekids

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Carie
Pulpite
Gengivite
Malocclusioni dentali
Disgnazie (scorretta crescita delle ossa dove sono inseriti i denti)
Agenesie (mancata formazione del dente sia deciduo che permanente)


Secondo i dati dell' Organizzazione Mondiale della Sanità ad oggi solo il 42% dei bambini di 6 anni sono caries-free (ossia non presentano carie). La percentuale dei ragazzi di 15 anni con una dentatura sana scende, tuttavia, drasticamente all'11,6%.

 

La salute orale è legata fortemente all'alimentazione. La dieta seguita dal bambino influenza infatti lo sviluppo del distretto craniofacciale nonchè le patologie a carico delle mucose orali e dei denti.

Un cofattore di primaria importanza per lo sviluppo della carie è rappresentato dagli zuccheri alimentari che i batteri utilizzano per la produzione di acidi in grado di demineralizzare lo smalto. L'assunzione frequente di bevande zuccherate, soprattutto di notte, può portare alla drammatica Sindrome da Biberon, a causa della quale possono venire rapidamente distrutti irreversibilmente i tessuti non ancora fortemente mineralizzati della dentatura decidua ("da latte").

Durante il periodo dello svezzamento, quindi è consigliabile dare al bambino un biberon d'acqua, o il ciuccio consigliato dal vostro dentista, piuttosto che latte o succhi di frutta. Se state allattando, evitate che il bambino succhi in continuazione e dopo ogni poppata pulitegli i denti e le gengive con un panno umido e pulito.

Di per sé, la carie non provoca dolore: nel primo stadio, essa è completamente asintomatica. Essa, tuttavia, esponendo progressivamente i tessuti duri (smalto e dentina) e molli (polpa), provoca una sensibilità via via crescente a sbalzi di temperatura, zucchero e sale.
Il primo segnale che il nostro corpo ci invia è il cambiamento di colore nello smalto che perde la sua naturale lucentezza diventando più opaco. Questa caratteristica agli occhi dei meno esperti passa generalmente inosservata. Nel momento in cui la carie arriva a colpire la dentina, si nota chiaramente un solco scuro, contenente un ristagno di materiale imputridito (cibo e tessuti dentali disgregati).
Quando il paziente inizia ad accusare mal di denti, significa che il processo cariogeno si è spinto in profondità, fino alla polpa dentale. Il dolore è dunque dovuto alla complicanza della carie primaria.
Man mano che la carie evolve, inabissandosi nella polpa dentale, il quadro clinico del paziente tende a precipitare. In simili circostanze, la carie provoca i caratteristici sintomi della patologia:
Alito cattivo
Ipersensibilità a caldo, freddo, dolce, salato ed acido
Dolore al dente che s'irradia nei tessuti circostanti
Complicanze

La carie, malattia infima e subdola, provoca la graduale distruzione di alcune porzioni della corona dentale: a partire da questo stadio, l'infezione cariosa può condurre a molteplici complicanze.
Quando la carie distrugge i punti interdentali di contatto, l'infezione degenera fino ad innescare un'infiammazione della papilla interdentale (papillite), la sezione gengivale interposta tra due denti.
Se invece colpisce il margine gengivale, la carie può dare origine a spiacevoli gengiviti croniche.
Quando trascurata, la lesione cariosa conduce all'infiammazione della polpa (pulpite), evolvendosi in ascesso fino alla totale distruzione del dente e della sua radice. 
In questi casi una semplice otturazione non è più sufficiente ed il dentista dovrà procedere all'asportazione della polpa infetta otturando i canali radicolari del dente (devitalizzazione).


Cura

Il trattamento d'elezione per la cura delle carie superficiali è l'otturazione, ovvero la letterale sigillatura di tutte le fessure e canalicoli che i batteri, divorando assiduamente smalto e dentina, hanno procurato all'infausto dente.
La carie richiede necessariamente un intervento dentistico: difatti, i tessuti dentali non possono guarire spontaneamente dato che non possiedono capacità rigenerativa.
L'otturazione non può essere eseguita quando, raggiunta la dentina, la carie inizia il suo inarrestabile processo demolitivo anche nella polpa dentale. In simili circostanze, la carie ha dato origine alla pulpite, grave infezione dei tessuti pulpari che, per guarire, richiede la devitalizzazione. 
In alcuni casi, la carie evolve in senso negativo, dando vita ad una lesione molto più grave della pulpite, che può essere un granuloma od una cisti dentaria. Nel primo caso, l'infezione diviene purulenta e si confina nella gengiva, nell'osso mandibolare o nella polpa. La cura antibiotica, la devitalizzazione e l'apicectomia costituiscono gli interventi più indicati per rovesciare la patologia.
Se la carie degenera in cisti dentaria, l'apicectomia o il drenaggio della lesione sono le pratiche chirurgiche più appropriate.
Nei casi più estremi, ovvero quando il dente è giudicato irrecuperabile, è necessario procedere con l'estrazione dello stesso.

Altre patologie che si presentano frequentemente nei pazienti più piccini sono le disgnazie, le agenesie, i disturbi della proliferazione (denti sovrannumerari, disostosi cleidocranica, odontomi) o le anomali di forma (macrodonzia, microdonzia). La visita di controllo dal pedodontista è assolutamente indispensabile per diagnosticare tali situazioni ed intervenire in epoca precoce.

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In collaborazione con Il centro di chirurgia Facesurgery, del prof. Mirco Raffaini, è una struttura medico chirurgica esclusivamente dedicata alle chirurgie odontostomatologica maxillo facciale, ortognatica ed estetica

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